Una questione di dienneà

 


Papi, posso uscire con il mio ragazzo, stasera?

Sì, purché ce lo presenti.

Occazzo, direbbe l’adolescente, se non fosse in regime di censura.

Fatto sta che, alle ventuno in punto, detto ragazzo viene a prendere l’adolescente in pizzeria, dove lei sta schiumando dal terrore come una lumaca trifolata, al cospetto di nonna, nonno, sorellina, papà, e matrigna.

Ohhhh, bene bene bene, eccolo qua, ma che bel ragaaaaazzo, esordisce con voce chioccia la nonna, mentre agita uno spiumato ventaglio decorato con cigni neri. Allora, facciamo le presentazioni: iooooo sono la nooooonna.

Io il nonno, oh oh oh, esegue con voce baritonale il Babbo Natale fuori stagione, dotato anch’egli di regolamentare DNA.

Io la sorella, squittisce la consanguinea controllando che l’apparecchio per i denti con le nuova placche lilla, da cui occhieggia un chewing-gum fucsia, faccia colpo sul ragazzo.

Io il papà, si presenta il pater familias svelando, sotto la camicia Oxford, la tutina con la I di Inseminator.

E io? E io, ehm, hahaha, hihihi, gasp: e io la, uh, la matrigna.

Poi, mentre sotto il tavolo la matrigna accende un ventilatore decorato con brutti anatroccoli neri per asciugare l’onda anomala di sudore sul palmo delle mani, il ragazzo le risponde, con un sorriso: ehi, ciao, so tutto di te.

Ah. Era così facile?

Ma ecco che la nonna alza il capino violetto dal ventaglio nero-cignato, e cinguetta, a mille avio-decibel, in modo che anche quelli della pizzeria accanto godano del suo gorgheggio: be’ be’ be’, la prossima volta conoscerai la vera mamma, eh.

Vera mamma? Ma la matrigna mica è una finta mamma, né ci tiene minimamente a esserlo. La matrigna è la matrigna, punto e basta. La zia, per esempio, è una finta mamma? No. La nonna è una finta mamma? No. La prof è una finta mamma? No. Il papà, è una finta mamma? No. (A volte sì, ma va be’). E allora, signore nonne & affini, lo vogliamo riconoscere, il ruolo sociale della matrigna, una volta per tutte? Graaaaaaaazie, beeeeeeella signora, e che bel ventaglio, perbacco baccone, e anche perdirindindina.

 

Testo e foto di Rossella Calabrò


 

(Dipinto di Klimt)

 

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