Ritratto di famiglia con gaffe

 

Questa è scemina ma ve la devo raccontare. Allora, l’antefatto è che la mia figliastra più grande, ventiseienne, è andata da poco a convivere con il suo ragazzo.

Il fatto: ci invitano nella loro nuova casetta, e ci conducono, come gran finale, davanti a una libreria (la solita vecchia cara Billy dell’Ikea) con due ripiani pieni zeppi di foto.

La figliastra, tutta orgogliosa, ce le mostra e: “Qui ci sono i ritratti di tuuuuuuutta la famiglia!”

Poi mi guarda, e nei suoi occhi si disegna il terrore più puro. “Caaaaaaaazzo, Rossella, non c’è la tua fotooooo!” pigola atterrita la pulcinastra, perdendo anche qualche piuma che svolazza placida sul parquet.

Io scorro con sguardo implacabile lo scaffale, noto che ci sono cani e porci, persino il gatto dei vicini, il topo, l’elefante e anche i due leocorni, ma in effetti la mia foto non c’è.

“Ecco, lo sapevoooooo, vedi, la matrigna per te non conta nienteeeeee” piagnucolo, ma per scherzo, perché ormai son passati dodici anni e so che lei mi vuole davvero bene. Se la foto non c’è, è solo perché, in effetti, io una mia foto non gliel’ho mai data.

La pulcinastra è imbarazzatissima, giura e spergiura che non sa come sia potuto succedere, si strappa tutte le piume, tenta di rientrare nell’uovo, si candida per farsi impanare e diventare crocchetta di pollo. Ma io sono sicura della sua buonafede, e ci ridiamo su.

Una cosa del genere, se mi fosse capitata qualche anno fa, mi avrebbe fatto piangere per una settimana di fila. Ma, per fortuna, le cose cambiano, si cresce, ci si evolve, ci si costruisce un ruolo affettivo ben preciso che nessun fottuto Billy senza foto matrignesca può scalfire.

 

Un mese dopo, cioè l’altra sera. Cena in pizzeria, con la figliastra e il suo ragazzo. Io nel frattempo ho provveduto a fornirle una piccola cornice d’argento con una mia foto (non ho resistito, nella foto ho un’espressione feroce e mordo una mela rossa). Le dico, ridendo: “Allora, hai messo la foto della matrigna più cattiva del reame sulla libreria, adesso?” E, prima che lei possa rispondere, il suo ragazzo interviene e le dice: “In effetti, amore, volevo chiedertelo già da un po’: perché hai messo la foto di Rossella sullo scaffale dedicato alle foto dei morti?”

 

N.B. Il fatto che la mia foto fosse finita sullo scaffale dei morti ha una sua spiegazione logica, noiosa da raccontare ma assolutamente credibile e inattaccabile.

 

(Testo e foto di Rossella Calabrò, buon’anima)

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