Dovete sapere che, tra le mie mille manie, c’è quella di sbirciare su TuttoMilano la bacheca degli annunci personali. Sapete, no? quelli che dicono, tipo: “Sessantaquattrenne giovanile con casa di proprietà cerca compagna dolce, max cinquantenne, magra, non fumatrice, amante dello sport, per calda amicizia ed eventuale convivenza o matrimonio”. (Eventuale, eh)
Mi piace moltissimo sbirciare questi annunci, un po’ perché la bacheca rappresenta lo specchio dell’umanità, un po’ perché voglio giocare a misurare il mio valore sul, diciamo, mercato. Sono fumatrice, e già perdo qualche punto. Magra, insomma, e giù un’altra caterva di punti. Amo lo sport come un coniglio amerebbe una padella sul fuoco, e qui mi declasso immantinente di un’altra trentina di punti arrivando pericolosamente vicina allo zero. Ma non è questo il problema, anche perché, nonostante tutto, fuori dalla bieca bacheca ho ancora un folto pubblico di corteggiatori. Il problema, o perlomeno la bizzarria, è una cosa che ho notato oggi, mentre contribuivo a perdere punti-magrezza mangiandomi un risotto con pere e (tanto) formaggio, mentre il gatto zampettava impunito sulla tovaglia (altri centocinquanta punti in meno).
Gli uomini che mettono l’annuncio in bacheca aggiungono spessissimo, tra le doti richieste alla bella, la clausola “senza impegni familiari”. Mentre non ho praticamente mai visto in bacheca annunci di donne che chiedessero ai futuri compagni di merende di essere sterili, o orfani, o entrambe le cose.
Ci sono, in bacheca, vedovi, separati, divorziati, persino signori che si dichiarano “non liberi”. Ci sono anziani (tutti, immancabilmente, “giovanili”). Ci sono alcuni che si definiscono “simpatici” (e questo dovrebbe far vibrare le antenne, e forse sbriciolare gli specchi). Ci sono altri che si definiscono “non alti”, il che dovrebbe far scattare un recruiting del circo. Ci sono altri ancora che si definiscono “romantici” (e sono quelli che mi fanno più paura, perché mediamente per un uomo il romanticismo coincide col lamentarsi di continuo di qualunque cosa, non è colpa sua, è un qui pro quo lessicale congenito). Ma, la maggior parte, insisto, chiede alla signore candidate di non rompergli i bacheconi con figli o genitori a carico.
Chissà perché loro lo chiedono, e noi no.
Testo e foto di Rossella Calabrò
















